Archivio di luglio 2002
La privativa ai comuni solo per smaltimento in discarica
Treviso, 08/07/02 – Lettera ai direttori dei quotidiani locali
Senza clamore, ma con sicuro effetto dirompente alcune recenti novità legislative modificheranno sostanzialmente le abitudini dei cittadini che vorranno contemporaneamente rispettare l’ambiente e pagare meno tasse per l’asporto rifiuti.
Questo vuol dire che RECUPERARE diventerà obiettivo virtuoso perché incentivato ed i rifiuti prodotti dalle famiglie e dalle attività economiche, una volta selezionati potranno essere consegnati sia a soggetti pubblici (municipalizzate o consorzi) che a privati gestori autorizzati, a chi in sostanza farà il servizio a minor prezzo o a nessun prezzo se la qualità del recupero lo consentirà.
Chi finora ha svolto l’attività di raccolta (consorzi TV1-TV2-TV3, sostituiti da un unico ambito provinciale nel recente Piano di gestione dei rifiuti urbani), nel recente passato ha speso grandi quantità di denaro, da mettere in conto ai cittadini, per calare dall’alto progetti di mega impianti di discariche, un esempio per tutti quello di Chiarano, che non avevano alcuna possibilità di venir realizzati; ora questi enti pubblici stanno prodigandosi per diventare gestori di impianti di incenerimento dei rifiuti stessi. Con la prospettiva di almeno tre progetti nella nostra provincia, con altri impianti funzionanti nelle provincie vicine, dove troveranno alimento i vari forni che devono rimanere in funzione 24 ore su 24 per almeno 11 mesi all’anno? Diventeremo ancora la PATTUMIERA d’ITALIA ?
In conseguenza della mancata esclusiva, non potranno più garantire l’apporto dei rifiuti più appetibili , con alto potere calorifico, che sono sempre recuperabili anche come materia prima oltre che per produrre energia. Sarà ancora vantaggioso inoltre il conferimento all’inceneritore visto che il residuo del 30% dovrà comunque essere smaltito in discariche ora divenute più care ?
Il mio auspicio è che i piani di progetto degli inceneritori, vengano prontamente rivisti, non solo per la loro pericolosità ambientale, ben nota anche se volutamente sottovalutata, ma soprattutto in base alle nuove prospettive citate perché, una volta constata l’inutilità, non si debbano pagare nel conto della bolletta per servizio asporto rifiuti anche gli importi delle parcelle dei progettisti; se considerati a peso, i loro progetti inutilizzati sarebbero i rifiuti più cari del mondo!.
Un’altra importante modifica al decreto tutela delle acque riguarda la possibilità di smaltire tramite fognatura i rifiuti organici provenienti dagli scarti dell’alimentazione umana “trattati mediante dissipatori che ne riducano la massa in particelle sottili, previa verifica tecnica degli impianti e delle reti da parte dell’ente gestore”.
Paradossalmente chi è più indietro nella raccolta differenziata e nella rete delle fognature può partire ora con il piede giusto e risolvere definitivamente il problema dei problemi, cioè la raccolta del rifiuto umido che per sua natura provoca odori nauseabondi soprattutto nel periodo estivo.
Con questi dispositivi legislativi i cittadini non saranno più costretti a ricorrere a raccolte separate con disagi notevoli; basterà installare un semplice trituratore domestico sotto il lavello ed i rifiuti umidi (in peso corrispondenti al 40% del totale) potranno, con qualche aggiustamento nelle reti di smaltimento o con qualche nuova conduttura, trovare smaltimento diretto “PER SEMPRE” senza l’inconveniente della raccolta in appositi contenitori maleodoranti.
Ho sempre sostenuto che la tassa e ora la tariffa di asporto rifiuti, diversa da Comune a Comune, sicuramente caratterizza la buona gestione di una amministrazione; ora le diverse opportunità di azione dei gestori pubblici e privati in concorrenza tra loro per il maggior recupero possibile e la raccolta tramite condotti fognari dei rifiuti dell’alimentazione domestica consentiranno di ampliare le scelte gestionali delle amministrazioni stesse a favore del risparmio nella bolletta dei cittadini e del rispetto dell’ambiente.