Archivio di ottobre 2007

Incendio De Longhi : Un pericoloso precedente

Treviso, 29/10/2007 – Lettera ai direttori dei quotidiani localiIl Prefetto Vittorio Capocelli si vanta sulla stampa di aver fatto tutto il possibile all’epoca dell’incendio De Longhi operando in modo efficiente con azioni che costituiscono un fiore all’occhiello per TREVISO.Non sono d’accordo, ma se proprio insiste, gli suggerisco di mettersi all’occhiello un crisantemo, almeno è più adatto ai tempi e alle circostanze.Ricordo che auspicava il silenzio stampa (per tranquillizzare la popolazione) e che nei fatti ha posto una pietra tombale sugli adempimenti di bonifica, mentre tempi , metodi di analisi della situazione e del rischio sono ben cadenzati nelle norme ambientali (48 ore, 30gg, 6 mesi, ecc : Titolo V – D.Lgs 152/2006) a tutela della salute dei cittadini.Il principio in vigore “CHI INQUINA PAGA” potrebbe rendere difficile l’individuazione del responsabile che, con dolo o colpa, cagiona emissioni che superano determinati parametri e come nel nostro caso, dove ci sono anche sostanze pericolose, si aspetta una punizione dell’arresto più un’ammenda; la legge però, dando maggior importanza al recupero della situazione ambientale precedente all’evento, ha previsto una condotta riparatoria per il responsabile dell’inquinamento; quest’ultimo non potrà invocare prescrizioni della pena se PRIMA non avrà provveduto alla bonifica in conformità ad un progetto studiato, valutato ed adattato al caso concreto.Che cosa doveva fare il team della sicurezza organizzato dalla Prefettura?  Letti i risultati delle analisi dell’Arpav sulle concentrazioni delle sostanze inquinanti superiori ai valori di attenzione doveva, con la Provincia, identificare il responsabile dell’evento notificandogli l’obbligo di provvedere o in alternativa, per qualsiasi causa di inadempienza, senza ulteriori indugi, d’intesa con il Comune, sostituirsi al responsabile dell’inquinamento in tutta una serie di procedure ben catalogate che consentono di tutelare tutti i cittadini coinvolti per vicinanza con il focolaio dell’incendio. Esse sono : entro 24 ore messa in atto di misure di prevenzione, di messa in sicurezza di emergenza e di indagine; entro 30 giorni piano di caratterizzazione con indagini generalmente prefissate su punti di una maglia regolare, e quindi indipendenti dalle proprietà pubbliche, da approvarsi successivamente in conferenza dei servizi di tutte le amministrazioni interessate; approvazione da parte della regione del piano di analisi e dei modelli di calcolo del rischio di inquinamento con conclusioni entro i successivi sei mesi.Il mancato coordinamento e la mancata applicazione della normativa sulla bonifiche dovute all’incendio De Longhi hanno già prodotto spese inutili quali quelle dell’ULSS (più di 150.000 euro per uno studio che esclude contaminazioni significative originate dall’incendio); dal Comune di Treviso una prima trance di 23000 euro (per un incarico di studio di bonifica alle scuole Ciardi) e analogamente dalla Provincia una prima trance di 3800 euro (per le scuole Ipsia-Giorgi); più tutti i costi sostenuti dai cittadini per farsi analizzare in proprio i terreni e la relativa catena alimentare.Adesso aspetto al varco qualche solerte funzionario che avrà il coraggio di sanzionare la combustione all’aperto di ramaglie e residui vegetali o le emissioni di forni a legna delle pizzerie; in fondo la legge NON è uguale per tutti.