Archivio di settembre 2008
Contributo al corso dei medici dell’ambiente
In questi giorni l’ordine dei medici di Treviso, con un corso di formazione ed un convegno, mette in luce un rapporto, da tempo risaputo, tra ambiente e salute.
L’obiettivo di “instaurare un percorso di collaborazione e sinergia tra medico ed istituzioni pubbliche nella lotta contro i pericoli dell’inquinamento sui cittadini” è meritevole, ma non fa capire se è un interesse biunivoco, oppure se sono i pubblici amministratori ad aver chiesto consulenza specifica ai medici oppure se sono questi ultimi che sentono la necessità di stimolare le “azioni di lotta contro i pericoli dell’inquinamento” che solo i pubblici amministratori possono concretamente fare.
Siccome finora mi son sentito molto solo nel sostenere il rispetto delle normative sull’inquinamento dell’aria, sull’elettrosmog, sulla bonifica dei siti inquinati, sul rumore ambientale, sulla non necessità di ricorrere ad inceneritori, aspetto con ansia che aumenti il numero dei “colleghi” perché vale sempre il detto “meglio tardi che mai”.
So che quando si consiglia al fumatore di smettere, diventa tutto più difficile se poi questi vede il medico a sua volta vittima dello stesso vizio; così non posso tacere del fatto che una grossa fonte di inquinamento dell’aria sia posta proprio all’interno dell’ospedale regionale “Ca Foncello”. Si tratta della enorme caldaia autorizzata proprio recentemente a contenere la produzione di 8608 tonnellate di anidride carbonica nei prossimi quattro anni, senza accennare alle emissioni di polveri sottili che non vengono nemmeno misurate e all’ossido di azoto che provoca aumento dell’Ozono; se la caldaia funzionasse tutta a metano l’inquinamento sparirebbe.
Ritengo personalmente poco educativo, da parte dell’ULSS, aver minimizzato le conseguenze dell’incendio dei ben 35000 mq di capannoni dell’industria De Longhi.
In una provincia dove sono centinaia le aziende autorizzate all’uso degli scarti di legno per energia termica industriale ed un numero imprecisato quelli che, non necessitando di autorizzazione, hanno caldaie utilizzanti combustibile legnoderivato per il riscaldamento, il messaggio è stato un incentivo a bruciare di tutto, tanto non fa male e non ci sono conseguenze, e soprattutto si ottengono cospicui risparmi sui costi di smaltimento dei rifiuti pericolosi.
Quanti e quali controlli si mettono in atto come deterrente? Essendo una voce di costo per il bilancio pubblico, i controlli saranno pari alla sensibilità degli amministratori, che dovranno scegliere tra spese di immagine che creano consenso elettorale e spese di prevenzione delle malattie che non sempre trovano chi ringrazia.
Eppure se da più parti si parla di contenere la spesa sanitaria, non c’è alternativa alla minor necessità futura di cure facendo prevenzione ambientale che possa far diminuire le cause stesse delle malattie; viceversa non tutelare l’ambiente, sottostimando la soglia del particolare inquinante, fa perdere di vista il vero bersaglio di tutti gli inquinamenti che è sempre lo stesso singolo individuo, più esposto se già debole per età o predisposizione.
Ci sarebbe molto altro da dire a proposito del rispetto dei siti sensibili e dei mancati controlli antielettrosmog dove l’interferenza delle antenne già in sede di calcolo teorico segnala il superamento dei 3 v/m.
Anche il rumore ambientale da traffico è stato motivo di studio e di zonizzazione, ma senza conseguenze pratiche di intervento di riduzione; ad esempio nella frazione di san pelaio da più di venti anni esiste una tangenziale per tre quarti costruita ma mai ultimata, che potrebbe distogliere il pericoloso e rumoroso traffico pesante dal centro scolastico, commerciale, sportivo e religioso della frazione; se guardiamo al resto d’Europa invece le aree residenziali sono sempre protette dal traffico pesante e per quello leggero viene posto il limite di velocità di 30 km/h!.
Chissa se ci sono anche dei pediatri tra i corsisti; sarei curioso di sapere l’evoluzione negli anni delle malattie “ambientali” tra i bambini di oggi rispetto a quelli del passato.