Archivio di ottobre 2008
Vardanega riqualifica gli inceneritori Unindustria invece di rivendicare la tassa rifiuti a quantità ed il libero mercato del recupero.
Il Presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, vuol far credere che, a seguito di una delibera regionale del febbraio scorso, ha rinnovato i progetti degli inceneritori di Silea e Mogliano “per un’ulteriore garanzia di qualità, affidabilità e sicurezza” finalizzata alla conquista della benevolenza degli amministratori locali e della comunità.
Tanta voglia di conquista della fiducia e tanto incenso su una iniziativa regionale mi sembrano privi di fondamento se si legge bene la delibera regionale citata : quello che prima era un modello chiaramente descritto e obbligatorio per il calcolo delle ricadute al suolo degli inquinanti viene sfumato in un non meglio precisato “modello adeguato alla situazione(?)” e quello che prima era “necessario” diventa una “raccomandazione”; termini che in caso di controversie diventano pesanti come macigni.
Se la regione avesse avuto un reale intento di miglioramento qualitativo avrebbe quanto meno introdotto l’obbligo di misurazione delle polveri sottili Pm10 e Pm2,5 che, sembra impossibile, ma con tutti i problemi che creano alla salute e alla qualità della vita con le limitazioni al traffico, non rientrano tra i controlli da effettuare sugli inceneritori che le emettono in quantità industriali (potere delle lobby); diversamente, per gli autoveicoli, esiste l’obbligo del bollino blù con controllo periodico delle emissioni; come sempre la regione si dimostra forte con i deboli e debole con i forti.
C’è un documento agli atti del Comune di Silea che testimonia questa irreale situazione di carenza di controlli; all’allora sindaco Biasin avevo suggerito di chiedere all’ARPA di Bergamo i resoconti delle emissioni di polveri sottili Pm10 dell’inceneritore in funzione a Dalmine e da Unindustria dichiarato gemello degli impianti in progetto a Silea e Mogliano; nella risposta c’è scritto che non sono disponibili perché non sono mai state richieste ai gestori dell’impianto.
Ancora tra i compiti che la regione, spinta dalla normativa comunitaria, si è data con apposita legge sulla Valutazione di impatto ambientale c’è anche quello di “identificare e valutare le possibili alternative al progetto, compresa la sua NON REALIZZAZIONE”.
In passato, ricordo il caso dell’approvazione dell’inceneritore di Montebelluna, le alternative prese in considerazione dalla Commissione si sono limitate alla scelta del luogo migliore tra le sole frazioni della città (scelta ridicola!); nel progetto di Silea, Unindustria prevede il confronto con una sola area sita in comune di Istrana e chissà se gli abitanti interessati sono stati informati e se il sindaco sarà invitato nell’apposita commissione!
La regione non può sottrasi al compito che si è data con una propria legge, di decidere autonomamente come e dove individuare e valutare TUTTE le alternative da considerare in un ambito che non potrà essere che regionale e non più restrittivo.
Quando poi i comuni la smetteranno di tutelare i bilanci dei consorzi o delle municipalizzate facendo pagare i servizi di raccolta rifiuti per quantità e non per presunzione a superficie e liberalizzeranno il recupero affidandolo ad una pluralità di soggetti senza oneri per i cittadini e le industrie, allora anche le quantità conferite diminuiranno e si potrà determinare la situazione di NON realizzazione dell’impianto stesso.
Se fosse sfuggito agli amministratori pubblici ricordo che la legge 152/06 prevede entro un anno da febbraio 2008 che si passi, per le utenze non domestiche, obbligatoriamente al regime a quantità, non si applichi la tariffazione per gli imballaggi consegnati a terzi né per i rifiuti derivanti da aree produttive (magazzini prodotti finiti e materie prime compresi)
Spetta anche ad Unindustria rispettare le leggi vigenti laddove (art.179) è fatto obbligo di procedere prioritariamente al recupero di materia anziché alla produzione di energia (ad esempio il legno potrebbe essere reimpiegato per fare pannelli e carta anziché bruciato)
Mi auguro infine, che prevalga, anziché la logica della conferma aprioristica delle scelte già fatte, la promozione della libertà di mercato con lo sviluppo di una pluralità di ditte recuperatrici contro il monopolio pubblico non sempre efficiente o competitivo a beneficio dei bilanci aziendali e della salute di tutti.