Archivio di marzo 2009
Inquinamento da polveri sottili
Inquinamento da polveri sottili – Certezza del danno alla salute, anche alle future generazioni
C’è chi sostiene che non c’è più la certezza della PENA. Vorrei contestare questa affermazione.
Il vocabolario dice che “pena” equivale a sofferenza fisica o morale; guardo i resoconti dell’inquinamento dell’aria di TREVISO, o anche quelli di un modesto comune della provincia come MANSUE’, e vedo a giorni alterni l’aria che passa da “scadente” a “pessima”; domenica i dati riscontrati erano da primato (negativo) : contro il limite giornaliero di 50, a Treviso, in zona senza traffico come Via Lanceri Novara, è stato raggiunto il valore di 143 con 26 sforamenti in due mesi e a Mansuè il valore era di 132; da sempre superiamo del triplo i 35 sforamenti annuali concessi e con la Direttiva Comunitaria dell’anno scorso dovremo presto dimezzare anche la concentrazione annuale e soprattutto controllare le polveri ancora più sottili le Pm2,5. Penso che non ce la faremo mai!
Perché l’Europa e l’Organizzazione mondiale della sanità insistono tanto per contenere questo particolare inquinamento dell’aria? Le polveri sottili emesse dai processi di combustione industriale sono tanto più pericolose quanto più sono circolanti in zone dove si concentrano tante attività produttive manufatturiere, che utilizzano prodotti chimici di cui a volte è sconosciuta perfino la pericolosità (si pensa che siano almeno 60.000 le sostanze chimiche di impiego comune e, almeno ogni anno, 500 nuovi prodotti chimici vengono impiegati, conoscendo solo in minima parte gli effetti sull’uomo e sull’ecosistema); più le polveri sono sottili e più assorbono gli inquinanti presenti nell’aria e li depositano nei punti più vulnerabili dei nostri polmoni; i danni alla salute di tutti sono quindi certificati con l’aggravante di colpire soprattutto i soggetti più deboli : bambini, anziani, ammalati.
La pena o sofferenza fisica ai trevigiani è quindi garantita da tempo; la Comunità Europea ha già richiamato la Regione Veneto, che, a suo parere, ha dato la “giusta risposta alle osservazioni europee di NON IDONEITA’ ” ancora nel 2006 con la delibera n°1408 che già nel titolo “Piano progressivo di rientro relativo alle polveri Pm10” è una presa in giro, visti i risultati conseguiti
A cascata Provincia e Comuni garantiscono lo “status quo” e cioè un ventaglio costante di dosi invernali di polveri sottili e di dosi estive di ozono o precursori dell’ozono, oltre le soglie di pericolosità, in modo che nessun cittadino abbia la possibilità di recuperare la salute persa nemmeno nelle mezze stagioni.
Nel citato piano regionale era prevista la conversione a metano di quegli impianti esistenti che producono energia elettrica con un sistema di combustione ad alto fattore di emissione; con una buona dose di INCOERENZA la stessa Regione porta avanti nuovi progetti di impianti di produzione di energia elettrica dove si prevede, invece del metano, l’impiego di combustibili sempre più sporchi. Ricordo il caso dell’inceneritore approvato dalla Regione contro il parere del Comune di Riese Pio X (gli scarti legnosi, quando va bene, rilasciano 1000 volte più polveri del metano a parità di energia) o gli inceneritori di rifiuti industriali all’esame della commissione di valutazione di impatto ambientale da costruire a Silea e a Mogliano che oltre a bruciare rifiuti appena prodotti dalle aziende prevedono di riesumare e bruciare quanto si trova nelle vecchie discariche, con l’intenzione forse di far spazio ai loro nuovi residui di combustione, questi sì rifiuti molto pericolosi e attualmente senza destinazioni possibili nelle vicinanze.
E qui nel trevigiano non c’è il pericolo, come sostiene qualcuno interessato, di trovarci nelle condizioni di Napoli con i rifiuti per strada se non si fanno gli inceneritori perchè basta pensare che esiste una ex-cava a Vedelago lungo la Postumia che ha ottenuto anni fa l’autorizzazione a realizzare una discarica 2B di ben 2 milioni di metricubi ed è ancora inutilizzata.
Questi mega-impianti industriali, economicamente non sostenibili per la produzione di energia elettrica, attirano lobbistiche iniziative private perché sostenuti da incredibili incentivi economici; come dire che ci saranno danni certi alla salute dei cittadini pagati con i soldi di tutti.La responsabilità è solo della scelta scellerata dei politici che si guardano bene dal verificare la volontà dei propri elettori anche se con le tecnologie attuali (televoto o internet) sarebbe semplice ed immediato il risultato.
Dal solo punto di vista economico, che sicuramente è trascurabile rispetto al danno fisico delle persone ammalate, poiché aumentano i costi sanitari, dovrebbe elevarsi un grido d’allarme soprattutto da parte dell’USL che paga le degenze; invece non succede niente di niente; forse si potrebbe trovare una soluzione di compromesso scegliendo d’autorità gli Assessori all’ecologia solo tra gli appartenenti all’ordine dei medici; ora che ci penso, questo l’abbiamo già raggiunto a Treviso, ma non è successo ancora niente di niente.
Allora vuol dire che la “pena” intesa come sofferenza fisica causata dall’inquinamento dell’aria che già abbiamo sulle spalle da tempo è divenuta ormai una CERTEZZA di continuità che comprende anche le future generazioni; come volevasi dimostrare.
Per fortuna il nostro pianeta non è ridotto così male dappertutto; le foto satellitari dei siti inquinati ci assegnano un triste primato, assieme a poche altre zone della terra; sarà bene perciò cominciare a consultare bene le mappe per trovare un posto più salutare di Treviso per goderci almeno la pensione, sperando naturalmente di arrivarci!.
(inviato alla stampa locale il 2/3/09)